Passeggiando sulla collina
ALLA RICERCA DI TESORI NASCOSTI
Antiche ville che testimoniano storie di fasti e di nobili

05-Vernice-MaggioLa passione per la natura mi conduce spesso per strade e luoghi interni collinari che portano fino al borgo antico in alto, là dove Silvi appare regale per la sua splendida posizione panoramica dominante la costa. Già lungo la stradale adriatica viaggio lentamente e con curiosità per avere la possibilità di intravedere da lontano costruzioni misteriose, che mi fanno interrogare, e fantasticare, sulla opportunità remota che anche un presunto vuoto paesaggistico possa arricchirsi di favolosi recuperi di territorio. Con la valorizzazione di quei villini signorili in evidente stato di abbandono o di altre antiche case per villeggiature estive, circondati dal loro verde a macchia. Come è avvenuto per l’ottocentesca “Villa Rossi”, negli ultimi anni restituita alla sua bellezza originaria dal legittimo erede, che risalta con la sua caratteristica piccola torre su una altura delle colline di Silvi e costituisce un richiamo di grande prestigio nel territorio comunale. La Villa è patrocinata dal Ministero dei Beni Culturali per gli spazi ancora intatti con antichi affreschi, i soffitti con i mattoni a vista, gli splendidi ed imponenti lampadari di cristallo e i mobili originali d’epoca. Con la valorizzazione, pure, di un qualsiasi rudere di campagna che sembra non interessare nessuno, forse per colpa dello scenario selvaggio attorno che “disperde” tutto, scoprendo, invece, che proprio per quel contesto trova forza la sua potenziale attrattiva. C’è tanta storia vissuta in questi ritrovamenti e, qualche volta, diventano tracce per ricordare vicende epiche di un recente passato conosciuto ai soli anziani silvaroli che ancora raccontano. Come quella relativo al rudere della “Villa del Marchese Martinetti” sulla collina di San Silvestro dove, si dice, pernottarono i sovrani d’Italia in fuga, dopo l’8 settembre 1943, verso sud sotto la scorta guidata dal Colonnello d’aviazione Raffaele Martinetti. Riconosco che mi hanno fatto da cicerone in questi viaggi alla ricerca dell’anima nascosta di Silvi vari studiosi e concittadini, relatori degli incontri culturali dell’Università della terza età di Silvi. Devo a loro anche l’avermi fatto sentire più profondamente mia Silvi. Comunque, al termine di ogni mio girovagare, ho la convinzione che proprio tali ritrovamenti isolati, potrebbero accorciare il territorio e renderlo piacevole alla sua percorribilità, secondo un particolare reticolo di episodi a sorpresa. Per andare piacevolmente così, dalla marina al borgo antico, in un percorso che chi ama Silvi lo sa e può meglio immaginare e sognare. Non voglio solo condividere questo mio sogno di recupero del territorio (che comprende la travagliata e auspicata rivalutazione del Villaggio del Fanciullo!), soprattutto vorrei segnalare all’attenzione dei privati e delle autorità competenti la necessità di intervenire per evitare che la memoria cittadina perda pezzi di storia locale. E l’Amministrazione comunale, con importanti e diversificati interventi, assume un ruolo sempre più importante per potenziare complessivamente il futuro turistico-culturale di Silvi. Le nostre bellezze naturali e paesaggistiche di per sè non sono sufficienti ad attrarre visitatori. Occorrono politiche di valorizzazione e di marketing più sistematiche. Prima di tutto, occorre crederci.

Rosa Vernice

È il caso di evidenziare che nel Municipio di Silvi è esposta in maniera permanente una collezione di disegni eseguiti da Antonio Di Giovanni che raffigurano i più antichi villini signorili del comune silvarolo. Questa mostra viene accompagnata pure da riproduzioni di cartoline d’epoca e fotografie degli edifici in stato di abbandono.