L angoloChe cosa sta succedendo? Altre volte mi sono fatta e vi ho fatto questa domanda, per avere una risposta? E da chi? Noi ce la poniamo attoniti, smarriti come branchi di pecore smarrite non nei prati che sono i loro abitat ma nei boschi scuri, cupi, brulli che non sono i loro abitat. Come ci siamo finiti li? Deviando il naturale percorso nemmeno dei prati, ma du strade, viali, città, del mondo intero senza riconoscere più chi siamo:pecore o belve? Forse tutti e due insomma. Cos’altro deve succedere per capire chi siamo? Credevamo di saperlo da quando Dio creo’ l’uomo a sua immagine e somiglianza, poi nel corso dei secoli ci siamo persi e non lo sappiamo più. Apparentemente apparteniamo alla razza umana ma di umano cosa c’è rimasto? Infermiere di covid19 violentate da senegalesi, dopo il loro servizio, mentre attendevano l’autobus per tornare a casa, poliziotti uccisi durante il loro servizio, rapine varie ecc. Io stessa sono stata oggetto, con mia meraviglia, di più episodi disturbatori, di giorno e rumori notturni da una condomina che evidentemente mi ha preso di mira levandomi la libertà di coltivare il mio piccolo giardino, pur nei dettami delle buone regole. È tornato anche il banco dei pegni come dopo la seconda guerra mondiale come pose in evidenza Eduardo de Filippo nella commedia “Napoli Milionaria”. Da adolescente credevo nei sogni. Oggi mi impongo di non crederci più.... Poi, quando vedo i fiori sbocciare da soli in primavera, quando ascolto il cinguettio degli uccelli al primo sole, quando la brezza del vento tiepido mi accarezza la pelle fredda dell’inverno, allora mi domando “Perché non devo più sognare se la stessa vita è un sogno?”. Il corona virus è un brutto sogno dal quale per amore della vita dovremo svegliarci e comprendere perché questo bastardo è venuto a tormentarci? Allora dovremo scegliere di essere belve per combatterlo e non pecore per soccombere e poi annullare queste entità animalesche e riprenderci la nostra umanità ripulita per capire finalmente il senso della vita.

Per Ezio Bosso

Grazie, Ezio, ultimo condottiero senza armi ma con la sola bacchetta, della bella musica. Ci hai fatto volare sulle note superbe e hai direzionato i nostri pensieri con le tue mani informi verso cieli infiniti lontani dalle strade buie e aride della vita. Grazie ancora per il tuo dono.