L angoloSiamo entrati nel nuovo anno e per me, come tutti, un anno in più in avanti, lasciando dietro ricordi belli o brutti ma comunque che appartengono ad un nostro passato che non torna più. Se potessimo fermare il tempo, forse aggiusteremmo qualche sbaglio e tornerebbero i momenti migliori. Le feste sono trascorse nelle luci, nelle decorazioni natalizie, nei concerti, nei canti e certamente rimane dentro di noi l’armonia come una scia che man mano si disgrega nell’aria come pulviscolo di colori e melodie a scapito dei rumori, venti, pioggia e neve. Ciò che più mi colpisce di quell’atmosfera è la comunanza di spirito della gente. Si scambiano opinioni, ci si sorride benevolmente, insomma ci tutti appartenenti al “genere umano” di fronte alle brutte storie che ci propinano i mass media nonostante i predicozzi di psicologi. Io, da parte mia, mi sento alcune volte insoddisfatta perché vorrei fare di più, allora mi immergo nei libri, nella musica in cui trovo risposte ed i mio desiderio di conoscere si placa un po’. Passeggiando lungo il mare anche il mio animo, avventurosamente insoddisfatto, si ripiega come un riccio in attesa di un nuovo sole caldo. Questa potenza ha il mare calmo o burrascoso come un vecchio saggio che ti consiglia burbero quando non recepisci ciò che ti vuole dire o dolce quando riesci a comprenderlo. E d’inverno spesso è burbero come se dicesse ai passanti: rispettatemi anche ora. Insomma io, nei miei articoli che sotto certi aspetti possono sembrare piuttosto romantici, mi riferisco spesso al richiamo della natura nostra madre e non matrigna come diceva Giacomo Leopardi. Noi viviamo di speranze ed anche ora, all’inizio del nuovo anno, siamo soliti sperare che tutto andrà meglio. Bisogna volerlo e tornare indietro se vogliamo andare avanti. Chi vuole intendere intenda!