periscopioCome parlare di altro? La pista ciclabile da edificare in zona Centro è ai blocchi di partenza, comunque entro dicembre dovranno iniziare i lavori pena la perdita dei finanziamenti già ottenuti. A che prezzo? Questa è la domanda che non mette d’accordo Amministrazione e Cittadinanza per un prosieguo costruttivo e in santa pace. Certo è, che si tratta di un’opera dalle molteplici insidie di ordine ambientale, storico ed anche affettivo essendo il nostro Viale del centro goduto ormai da decine di generazioni così com’è, con la sua ombra che irradia fresco indispensabile in estate e rende gradevole la visione proteggendola da una luce eccessiva. I nostri pini del lungomare sono parte integrante della storia di questo Paese; negli ultimi anni sono stati decimati dalle nevicate e da potature spaventose che li hanno ridotti a immensi e alti tronchi con un ciuffetto di aghi in cima. Eppure nel suo complesso, il Viale resiste dignitosamente assicurandoci ancora quel senso di protezione che solo le piante sanno regalare. Se alcuni pini sono diventati pericolanti è perché non sono stati rimpiazzati nell’arco di trent’anni mano a mano, con gradualità tale che nessuno si sarebbe accorto di un rinnovo evoluto e necessario. Così adesso, si sono fatti preziosi tutti perché pochi, perché senza di essi il Viale si farebbe eccessivamente assolato e quindi desolato. Che l’edificazione della pista ciclabile in centro fosse pieno di grattacapi di ordine ambientale e urbanistico si è sempre saputo e la sfida della politica può essere soltanto trovare la soluzione meno dolorosa per tutti, non quella ottimale, semplicemente per motivi di spazio insufficiente. Il previsto taglio dei pini, ma anche di piante sottostanti, è una forzatura invece inaccettabile e devastante, soprattutto dai risvolti irreversibili. Il senso di vuoto che creerebbe la loro assenza sarebbe insopportabile, almeno nei primi decenni ammesso che se ne piantino altri per rimpiazzarli. C’ è da precisare anche che la promessa di tagliare dei pini rimpiazzandoli con il loro doppio è da considerarsi illogico, quantomeno non credibile: se qualcosa viene eliminata per motivi di spazio, come può essere rimpiazzata dal suo doppio nello stesso posto? Saranno posti diversi? Bene, allora possono essere piantati pini comunque, a prescindere dalla pista ciclabile…Andare avanti a testa bassa, per l’Amministrazione è molto pericoloso questa volta, non tanto per la sua tenuta politica, quanto per il rischio di causare un danno immane al Paese: in tal caso i politicanti si dilegueranno come al solito  e i numerosi errori del passato avrebbero il loro culmine, in una Silvi irriconoscibile e irriconoscente! Mi sto sbagliando e tutto filerà liscio? Sarò il primo ad esserne felice, ma adesso…ci si rifletta e a lungo. (pdf)