periscopioUltimamente, sono piovute molte tegole sulla testa dell’attuale Amministrazione silvarola, di ordine urbanistico e contabile. Il “binario morto” pare sia anche sepolto, dopo il niet tanto improvviso quanto inaspettato della Rete Ferroviaria Italiana, che ha lasciato sgomenta la Cittadinanza tutta. Silvi quindi è costretta a rinunciare ad una opportunità unica e che avrebbe potuto risolvere alla grande il problema viario del suo centro urbano. La motivazione del... gran rifiuto, è proprio cosa da ignavi: d’un tratto quel binario dimenticato da più decenni e coperto di erbacce è risultato indispensabile alla linea della Freccia Rossa, per un possibile stazionamento di treni meno importanti. Continua il triste destino del Fanciullo, con un milione di euro a disposizione! Pare che si sia deciso di utilizzarli per il restauro della struttura più a sud e attaccata alla costruzione in cemento armato incompiuta dall’Amministrazione Vallescura, meglio identificata in gergo popolare come ecomostro, per il suo sinistro aspetto. Molti e a buon ragione, ritengono folle questo intervento per il fatto che la stessa struttura è già flagellata dalle onde invernali del mare: spenderci tanti soldi, con alte probabilità di inagibilità tra pochi anni per la galoppante erosione marina? Nel caso, il milione investito andrebbe a sommarsi ad altri soldi spesi dieci anni fa per quel cemento armato rimasto all’insegna dello spreco scandaloso di denaro pubblico. Invece, ne è richiesto l’abbattimento totale a furor di popolo sui social, cosa che appare più economica e meno rischiosa con il vantaggio di avere più risorse per le famose casette del Fanciullo, che si potrebbero abbattere e ricostruire tali e quali, queste sì utilizzabili per fini sociali in una ambiente restante a prato, giardini e pista ciclabile. Insomma, dopo il male si teme il peggio: certo è che la responsabilità di queste scelte è enorme. Comunque, la mazzata che potrebbe mettere in discussione addirittura la sussistenza dell’Amministrazione stessa è il Bilancio Consuntivo che si chiuderebbe con due milioni e passa di disavanzo, ovvero di debiti contratti per aver speso più di quanto si è incassato. A rifletterci, un anno di Amministrazione da dimenticare, anche se la stessa sta facendo i conti con una fallimentare eredità politico-amministrativa decennale, se non ventennale. Certo è, che si sono abbassati i toni trionfalistici della scorsa campagna elettorale, in cui una buona dose di dilettantismo ha impedito di conoscere e prendere atto in anticipo di una situazione per niente allegra, di un impegno per tanti superiore alle proprie abilità e possibilità. Ci sarebbe da disperare, ma abbiamo tutti l’obbligo morale di continuare a sperare... (pdf)