editoriale

Abbiamo avuto un inizio meraviglioso dell’autunno. Sole, mare quasi sempre calmo, caldo ma non afa… La vendemmia sta finendo. Dicono che è andata alla grande. Berremo un ottimo vino prodotto con le uve dei nostri vitigni autoctoni. Il montepulciano d’Abruzzo corposo e bello a vedersi, conquistò persino il grande condottiero cartaginese Annibale che ne apprezzava talmente le straordinarie proprietà da usarlo per rinvigorire i soldati e i cavalli!... I bianchi straordinari sui quali domina il nostro trebbiano, dal colore giallo paglierino, dal profumo intenso e dal sapore vellutato… Con questa preziosa materia prima, la Cantina Fuschi, autentica eccellenza di Silvi, avrà la possibilità di dimostrare tutte le capacità professionali della brava sommelier Natascia, di Giovanni e dei loro collaboratori viticoltori e vinai. Vini a parte, non accennano a diminuire le divergenze di veduta sui modi, forme e luoghi dove realizzare il tratto mancante di pista ciclabile. Va bene tutto. Non va bene strumentalizzare il momento di evidente imbarazzo di chi è preposto a decidere, prospettando soluzioni, come la realizzazione di parcheggi sotterranei, che, pur belle e auspicabili, sappiamo tutti benissimo che non sono realizzabili… almeno per i prossimi 5/10 anni. Gaetano Vallescura, estroso e focoso sindaco, già negli anni del suo primo mandato aveva ipotizzato la costruzione di parcheggi sotterranei in piazza Nenni e piazza Colombo. Sembra che avesse anche trovato chi avrebbe potuto realizzarli mediante un projet financing. Ma quando i tecnici fecero i conti si accorsero che il gioco non valeva la candela. E si parlava di posti macchina interrati che sarebbero stati concessi a privati, a pagamento, per un certo numero di anni, come avviene per le aree cimiteriali, tanto per intenderci. Figuriamoci se il Comune potrebbe realizzare oggi, con fondi propri, opere così importanti e delicate, quando sappiamo che a un metro di scavo c’è l’acqua, con tutti i problemi tecnici e finanziari connessi… La pista ciclabile, alla fin fine, non è essenziale per la nostra sopravvivenza. Sicché, se non la vogliamo, si può anche non farla. Certo si perderebbero i finanziamenti. Ma chi se ne frega se tutti sono d’accordo a non farla? Ma siamo sicuri che tra due o tre mesi qualche partito non rinfaccerà ai governanti della città la perdita del finanziamento e di qualcuna delle colorate bandiere, blu, gialla o verde conquistate con tanto impegno dalle ultime amministrazioni? E dei pini ne vogliamo parlare? Nell’articolo qui a fianco ho detto la mia. I pini sani e recuperabili non si devono toccare. Ma quelli che sono pericolosi o malati, che facciamo, lasciamo stare anche quelli e ci leghiamo ad essi se dovessero arrivare le motoseghe?... Dai ragà, cominciamo a usare anche il cervello, oltre alla lingua e alle dita che premiamo sui tasti dei tablet, degli smartphone o dei PC per scrivere robe che non si reggono né in cielo né in terra. Perché non alternare alla polemica estemporanea qualche riflessione propositiva che guardi più in là del nostro naso e dei nostri interessi di partito o di gruppo?