Ferrovia
STOP ALL’INQUINAMENTO ACUSTICO
RFI non può continuare a fare a Silvi solo quello che vuole Provveda al posizionamento delle barriere fonoassorbenti

Come ogni estate, torna la polemica sull’insopportabile rumore causato dai tanti treni che attraversano tutta Silvi su una ferrovia che divide in due parti la città. Noi che abitiamo da sempre qui siamo abituati alla veemenza e al fragore che accompagna il passaggio dei treni, che vanno sempre più veloci senza renderci più conto di quanti e quali danni procura alla nostra salute e al nostro turismo.

Non sono solo le ultraveloci Frecce Bianche e Rosse che determinano l’inquinamento acustico ma anche i convogli regionali e quelli che trasportano le merci che si sono adeguati alla frenesia assordante dei treni veloci. Si parla da anni della necessità di abbattere o attenuare i rumori derivati dalla strada ferrata, ma finora il problema non è stato mai preso in seria considerazione da parte di RFI e dalle amministrazioni comunali che si sono susseguite al Comune. Una quindicina di anni fa ci fu l’interessamento dell’allora sottosegretario alle Infrastrutture, il compianto Nino Sospiri, che riuscì a far inserire tutta la costa abruzzese in un grande progetto che prevedeva il posizionamento delle barriere antirumore lungo il tratto ferroviario che attraversa le città balneari. Nei Comuni che seppero cogliere l’attimo e diedero la loro adesione, il problema è stato almeno in parte risolto. A Silvi gli amministratori dell’epoca non si premurarono nemmeno di rispondere e quando qualche consigliere sommessamente pose il caso all’attenzione della maggioranza fu immediatamente messo a tacere adducendo motivi del tutto irrisori come quello che con il posizionamento delle barriere si sarebbe “coperta la visuale del mare a chi abita sul lato ovest della ferrovia”!.. Niente di più ridicolo poiché le barriere sarebbero state di gran lunga più basse delle case costruite sul mare. Sappiamo tutti che già chi abita in seconda fila il mare non lo vede proprio, a meno che non abiti al quarto o al quinto piano e solo in certe zone. Figuriamoci se le barriere, che non sarebbero arrivate neppure all’altezza del secondo piano delle case, potevano essere considerate un ostacolo per vedere il mare. 

Con il grande dispetto della chiusura dell’unico passaggio a livello (con la superficiale complicità dell’amministrazione Comignani) e la costruzione di un sottopasso semplicemente indecoroso e poco fruibile, RFI ha, praticamente, chiuso la “pratica Silvi” dove, se non ci si muoverà subito e con decisione, non metterà più neanche un sassolino per venire incontro alle esigenze della città, come l’incredibile dietro-front sulla concessione dell’utilizzo dell’area dell’ex terzo binario. Con la circostanza favorevole per la nuova giunta comunale di avere sia alla Regione che al Governo partiti “amici” non si dovrebbe perdere più altro tempo per intervenire con forza su L’Aquila e su Roma affinché si provveda almeno ad attenuare, se non a risolvere del tutto, i danni causati dall’inquinamento acustico prodotto dai treni (l’interramento dell’intera linea è solo utopia…). Oggi ci sono delle barriere fonoassorbenti eleganti, trasparenti ed efficaci costruite con materiali insonorizzanti di altissima qualità, meno invasive visivamente, capaci di dare risposte a tutti i dubbi e alle incertezze di chi si dice ancora contrario al loro posizionamento. “Sono stanco – mi ha confessato un turista ospite di un albergo del centro – di passare notti insonni a contare quanti convogli passano facendo vibrare mobili e letto. Sono venuto a Silvi per riposarmi e torno a Roma con la testa più sballata di prima!”.